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Droni per gioco: i consigli di ENAC per un uso sicuro e responsabile, senza patentino

I droni sono divertenti, ma non sono giocattoli: se usati male possono fare danni notevoli. Quando usati per divertimento non c’è bisogno di patentino, certificazioni e nemmeno assicurazioni (anche se un’assicurazione amatoriale costa pochissimo, si parte da meno di 15 euro all’anno, e fa volare sereni). Si possono tranquillamente fare riprese private e postare sui social, e si può volare negli spazi pubblici, purché adatti: mai in città, mai sulla gente, mai nei giardini pubblici. Disco verde anche per il volo automatico guidato dal GPS, purché sempre sotto l’occhio vigile del pilota.

Dove volare, come fare riprese amatoriali, come evitare di farsi male. Ecco le risposte ufficiali dell’Enac.
Molti si chiedono se il fatto che i droni moderni abbiano a bordo GPS e sensori per il volo automatico sia in linea con le regole dell’aeromodellismo. La risposta è sì, nel nuovo regolamento nulla vieta ai droni di avere a bordo e usare i sistemi di volo automatico, anche se l’ENAC ci ricorda che il volo automatico non mai può avvenire fuori dalla vista del pilota, che deve poter prendere in ogni momento il pilotaggio manuale del suo drone. La legge è chiarissima su questo punto, lo ripetiamo perché vediamo che in molti hanno le idee confuse su questo punto: nulla vieta il volo automatico purché il drone resti nel nostro raggio visivo (per esempio non può andare dietro alberi o altri ostacoli che ce lo nascondano alla vista). Ringraziamo ENAC per avere una volta di più chiarito il concetto.

  1. Dove si può volare con i droni giocattolo?

Il Regolamento ENAC non fa distinzione tra “droni giocattolo”o “droni aeromodello” che sono ricompresi negli “aeromodelli”.
Se i droni vengono utilizzati per motivi ricreativi, possono essere fatti volare di giorno in contatto visivo diretto al massimo a 200 m (per avere una idea un campo di calcio è lungo circa 100 m) di distanza e ad una altezza massima di 70 m (circa un palazzo di 15 piani)  e quindi senza utilizzare eventuali automatismi di volo su percorsi fuori dalla vista del pilota.
Si possono utilizzare tali droni in aree non popolate e quindi sono da escludere i centri urbani ed i parchi pubblici in essi contenuti.
Inoltre bisogna sincerarsi che non si sia più vicini di 5 km da un aeroporto oppure in un’area dove sia esplicitamente proibito volare in assoluto (ad es. centro di Roma). Tale informazioni  sono ufficialmente reperibili sul sito dell’ENAV.

  1. A cosa bisogna fare attenzione quando si sceglie un posto dove volare?

Oltre a quanto sancito dal Regolamento e riassunto sopra, bisogna seguire dell regole di buonsenso: scegliere spazi aperti senza alberi, distanti da persone e strade, evitare di volare vicino a spazi recintati in quanto un’eventuale recupero potrebbe essere problematico, non  volare quando ci sono raffiche di vento per evitare che il drone si allontani dalla nostra vista. Evitare inoltre delle zone dove ci sono grossi ripetitori TV, dove le interferenze potrebbero farci perdere il controllo del nostro mezzo.

  1. Con i droni aeromodello si possono fare riprese video personali, rispettando la privacy e la sicurezza?

Al pari della videocamera personale utilizzata nei viaggi turistici per fissare i nostri ricordi, si possono effettuare video amatoriali, fermo restando la necessità di rispettare la privacy degli altri.

  1. Una volta fatte, le riprese amatoriali si possono postare sulle pagine personali dei social?

Stessi criteri di un video amatoriale effettuato col telefonino o con la videocamera. 

  1. Quanto può essere grande un drone aeromodello?

Il regolamento non fissa una dimensione massima. Oltre i 25 Kg oppure per potenza totale di motori superiore a 15 KW (droni francamente enormi, un Phantom pesa un chilo e mezzo e 15 kw è la potenza di una motocicletta, ndr) ci sono requisiti molto stringenti nell’art. 35 del Regolamento ENAC. Un drone non superiore a 300 grammi con velocità che normalmente arriva a 60 km/h può essere considerato, per le energie in gioco, inoffensivo.
Oltre i 2 kg di sicuro un impatto arreca lesioni. Una condotta responsabile impone quindi di non pilotare droni sopra un certo peso senza una adeguata capacità di pilotaggio, che può essere acquisita o tramite un allenamento con un drone inoffensivo o meglio presso una scuola, dove un istruttore con doppio comando può insegnare all’allievo le norme per effettuare un volo in sicurezza.

Importanti Modifiche nel Regolamento Edizione 2 Emendamento 1 “ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” del 21 Dicembre 2015

Premessa
ENAC ha modificato la maggior parte degli articoli del Regolamento “Mezzi Aerei a
Pilotaggio Remoto” per mezzo dell’emendamento n°1 del 21 Dicembre 2015.
Anche la Sezione VII Aeromodelli e relativo Art. 35 ha subito interessanti modifiche.

Modifiche alla sezione VII per gli Aeromodelli.

  • E’ stato rimosso il requisito relativo al rispetto delle regole dell’aria.
  • E’ stato precisato in maniera più dettagliata quali sono le aree dove gli aeromodelli non possono svolgere la loro attività come ATZ, CTR (ora incluso), 5 Km da aeroporto, zone proibite o regolamentate. Rimane però la possibilità di svolgere attività anche in queste zone se effettuata in aree istituite da ENAC per l’attività aeromodellistica.
  • E’ stato tolto il limite di 150 metri di altezza massima per l’attività di volo. Rimane il limite di 70 metri AGL se non si è in possesso dell’attestato di aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli.
  • E’ stato rimosso il punto relativo alle operazioni di aeromodelli spaziali.

Conclusioni:
Questo emendamento al regolamento, sezione aeromodelli, comporta poche modifiche ma molto importanti.

  • La rimozione del rispetto delle regole dell’aria comporta per l’aeromodellista regole più semplici, pratiche e facili da rispettare come quelle indicate nel punto 1 del regolamento. La conoscenza delle regole dell’aria comporta delle conoscenze a livello di pilota d’aeromobile.
  • Importante modifica è la rimozione del limite di 150 metri di quota massima purché in possesso dell’attestato di aeromodellista. Finalmente l’aeromodellista potrà volare regolarmente per le gare FAI e con gli alianti in pendio ove la quota di volo non era definibile.
  • Rimane la necessità dell’attestato qualora si voli oltre i 70 metri di quota. Ciò comporta gli oneri per l’aeromodellista e le difficoltà per le scuole descritte nei precedenti commenti alla edizione 2 del Regolamento ENAC.
  • Infatti, è facile prevedere che la maggior parte degli aeromodellisti vorrà ottenere l’attestato sia perché è difficile provare a quale quota si vola sia perché le assicurazioni, a scanso equivoci, saranno propense a richiederlo.
  • Rimane il requisito, che qualora non si rispettino le condizioni del comma 3 (ATZ, CTR, ecc.) l’ENAC possa istituire aree per l’attività aeromodellistica. Tali aree potrebbero essere le piste dei club aeromodellistici.
  • Anche nel ricorso al consiglio di stato, la FIAM ha puntato molto sul far considerare i club aeromodellistici il miglior strumento di controllo della sicurezza del volo degli aeromodelli. I club aeromodellistici espellono chi vola in maniera scriteriata ed insicura per i soci e per gli altri. Non c’è attestato che tenga.

Riassumendo:

  • ENAC sta dimostrando piano piano di recepire la realtà dell’attività e del volo degli aeromodelli. Queste ulteriori modifiche migliorative lo dimostrano anche in presenza del massiccio uso dei droni (che noi intendiamo solo come multirotori) che avviene in questi ultimi tempi.
  • Attendiamo una apertura ENAC verso il riconoscimento delle piste di volo dei club aeromodellistici come aree per l’attività aeromodellistica in accordo al comma 4.
  • Attendiamo anche che ENAC comprenda le difficoltà che gli aeromodellisti incontrano nell’ottenere l’attestato, sia in termini di costo che nel trovare sufficienti ed adeguate scuole in grado di rilasciarlo.
  • Il numero di aeromodellisti che potrebbe richiederlo è enorme. Come si potrà gestire l’emissione di un tale numero di attestati in questa situazione? Sarà una cosa seria o servirà solo per fare cassa?

Ing. Massimo Semoli

Aeromodellismo: ENAC fa il passo del gambero e vieta le CTR

(24 dicembre 2015) Aeromodellismo: ENAC fa il passo del gambero e vieta le CTR

Natale dal sapore amaro nel mondo dei mezzi aerei a pilotaggio remoto sia ad uso professionale che hobbystico. Con l’emendamento pubblicato ieri dall’ Enac e già in vigore, non solo si obbligano improvvisamente i mezzi di 300 grammi ad uso professionale ad avere la protezione delle eliche, eliche che per forza di cose sono già piccole e leggere, ma toglie a chi si diverte la possibilità di volare nelle CTR.

In sostanza l’ENAC ha fatto un passo indietro ed è tornata alla bozza del regolamento edizione 2 che aveva proposto a Marzo del 2015 quando aveva inserito il divieto di volare nelle CTR a meno di non far riservare lo spazio aereo. Un divieto  che nell’edizione 2 del regolamento entrato in vigore il 15 settembre non era stato più aggiunto grazie  al lavoro delle associazioni aeromodellistiche.  Ieri il divieto di volare nelle CTR è stato re-inserito inspiegabilmente ed è già operativo !!